27
Mar
2018

Io non ho paura del lupo

Appostamenti all’alba e al tramonto, lunghe passeggiate tra boschi di faggi e su crinali innevati, tracciando le piste dei lupi e cercando sui sentieri i segni del loro passaggio: non capita spesso di vivere esperienze intense come quelle dei tre giorni appena trascorsi in Val di Taro, sull’Appennino parmense a cavallo tra Liguria e Toscana, in occasione del campo studio organizzato dall’associazione Io non ho paura del lupo.

Siamo rimasti davvero colpiti dalla passione e dalla competenza con cui questi ragazzi si dedicano a un progetto innovativo ed estremamente concreto: salvaguardare il lupo e difendere allo stesso tempo le attività tradizionali di pastorizia. Come? Diffondendo corretta informazione, innanzitutto, e coinvolgendo in prima persona gli allevatori che scelgono di confrontarsi in modo razionale con il ritorno del lupo sulle nostre montagne, per dimostrare come una convivenza pacifica sia possibile, praticabile e auspicabile per tutti.

Riportare l’armonia, dunque, in nome del buon senso e della tolleranza: non solo nei confronti del lupo, ma di tutti coloro che in montagna ci vivono e ci lavorano. Un impegno enorme quello a cui si stanno dedicando da due anni con la testa e con il cuore (a titolo volontario, ovviamente) e che ha già prodotto risultati importanti, ottenendo per questo l’approvazione della comunità scientifica e il supporto di numerosi allevatori.

Proprio l’approccio scientifico e la ricerca di un dialogo che mira a unire piuttosto che a dividere (cosa rara al giorno d’oggi), sono ciò che contraddistingue l’operato dell’associazione, ben distante da un inconcludente fanatismo e finalizzato piuttosto a prendere coscienza di problematiche complesse per affrontarle e risolverle, invece di minimizzare le difficoltà o fingere di non vederle.

Vi invitiamo a seguire la loro pagina e il loro sito per leggere le storie dei gruppi che stanno monitorando. Come quella di Codino e Sottiletta (li vedete nell’immagine), due splendidi lupi alfa che proprio in occasione del campo studio ci hanno regalato una grande emozione, tornando finalmente a farsi vivi e mostrandosi in splendida forma dopo settimane di latitanza. Scongiurando così la paura che potessero aver fatto la fine di tanti altri lupi, uccisi da quei bracconieri che sono la vera minaccia non solo per la specie ma per l’intera comunità, costretta a confrontarsi con i comportamenti imprevedibili dei branchi allo sbando in seguito alle uccisioni indiscriminate.

Sulla piattaforma Produzioni dal basso (www.produzionidalbasso.com/project/io-non-ho-paura-del-lupo) è in corso una raccolta fondi da cui dipende il futuro dell’associazione e del lavoro che sta portando avanti con coraggio, impegno e senza alcuno scopo di lucro. Noi crediamo in questo progetto e abbiamo partecipato donando un po’ di copie del nostro libro, destinate a chi offrirà un piccolo contributo alla raccolta (info qui: https://goo.gl/R9mx1E). Vi invitiamo a partecipare in prima persona, supportando il lavoro di questi ragazzi: il momento è delicato e c’è bisogno del sostegno di tutti!

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