Chi siamo

Due trentenni stanchi della città, che hanno scelto di percorrere una strada alternativa, un’esperienza di vita a contatto con la natura per cercare la felicità al ritmo delle stagioni
Tommaso, 34 anni
Grafico creativo e web designer, appassionato di fotografia, disegno, natura, viaggi, sport, scrittura e tante (troppe) altre cose. A 30 anni, stufo di essere ostaggio della città e della claustrofobica vita d’ufficio, lascia senza rimpianti un buon posto da dipendente e inizia a lavorare come freelance. Gira qua e là in bicicletta (c’è chi giura di averlo visto pedalare da Roma a Copenaghen), sempre rincorso da una martellante inquietudine che gli morde i polpacci. Si rifugia un anno ad Amsterdam prima di approdare, nell’aprile 2015, nella sperduta borgata alpina dove si trova ancora adesso, felicemente immerso nella vita da montanaro che ha sempre sognato, spaccando legna circondato da animali e da splendidi paesaggi.
Alessia, 30 anni
Biologa, mamma gatta, divide il suo tempo tra il lavoro, l’orto, la produzione di cibi fatti in casa e la cura degli animali domestici. Nonostante non sia proprio un’amante dell’avventura, si è trovata da subito a suo agio con la vita in campagna, imparando presto a gestirne le presunte difficoltà. Ormai temprata al freddo come una vera vichinga, affronta senza paura il gelo della sera per chiudere le galline nel pollaio, tenendo a bada con autorità i bollenti spiriti del ribelle gallo Artiglio.
Stimata professionista di crostate, creme, gnocchi e fettuccine, sbarca tuttavia il lunario (si suppone per amor della natura) lavorando a progetti internazionali per la valutazione del rischio di estinzione delle specie animali in Italia e nel mondo.

… ed ecco il resto della famiglia!

Mao, sono Camilo

detto Camilo Topo, credo per la mia proverbiale astuzia nel procacciarmi il cibo… o Camilone, per via della mia stazza un po’ ingombrante. Beh, forse anche un po’ per la mia goffaggine. La mia coda enorme attira sempre l’attenzione, tutti dicono che sono un gatto bellissimo. E hanno ragione, questo mi pare evidente.
La mia più grande passione, vera e propria ragione di vita, è il formaggio. Il formaggio è più di uno stile di vita, è una professione di fede. Potrei uccidere per del formaggio. In effetti, uccido anche per molto meno… topi, lucertole, uccellini e quasi tutto quello che si muove e che non mi fa paura.
Amo in modo incondizionato la mia padroncina e non appena quell’orso del suo compagno umano non è nei paraggi ne approfitto per spalmarmi addosso a lei e farmi coccolare fino allo svenimento. Adoro le coccole! Anche quelle dell’orso se proprio non c’è di meglio. Voglio molto bene a mia sorella Remedios, ma ho il sospetto che lei sia spesso infastidita dalla mia presenza. Un’altra cosa che adoro è il formaggio e… ah, l’ho già detto? Comunque, sogno spesso di essere circondato da tanti piccoli nani servizievoli che mi portano in dono ogni tipo di prodotto caseario, cantando tutti insieme allegramente: “formaggio che bontà, formaggio che bontà!”.
Com’era vivere in appartamento? Che volete che vi dica… divani, letti e cuscini ce n’era in abbondanza anche lì. Ma qui si sta meglio, senza dubbio. Posso uscire e starmene ore e ore sdraiato a prendere il sole. E, se proprio ne ho voglia e sono particolarmente affamato, fare lo sforzo di arrivare dai vicini per mendicare qualche avanzo di cibo. Ma la cosa che fa la differenza, e che rende questo posto davvero speciale, è soprattutto una: qui c’è tantissimo formaggio!

Mii mi mii, sono Remedios

…uffa, ma devo proprio farla sta cosa? Vabbè, poi però mi lasciate in pace. Allora, ho tanti di quei soprannomi che non sto neanche a ripeterli, tanto sono uno più ridicolo dell’altro. Giusto per farvi capire, mi chiamano Cleopatra perché passo tre quarti della giornata beatamente sdraiata accanto alla stufa. Sono una gatta, cos’altro dovrei fare? Ce n’è uno invece di cui sono fiera: Signorina Mi Mi. Significa che ottengo sempre quello che voglio, grazie a uno speciale miagolio lamentoso e particolarmente assillante che io stessa ho messo a punto e perfezionato negli anni, una vera tortura per le orecchie umane. Quei due buffi bipedi che vivono con me finiscono per cedere a qualsiasi richiesta. Me li rigiro come mi pare, e pensare che loro credono di essere i padroni!
Mio fratello Camilo lo sopporto appena, è rozzo e invadente, ma il vero dramma è stato l’arrivo di quel mostro che chiamano Virgola. Ha il vizio di rincorrermi e mordicchiarmi la coda, e nonostante l’abbia riempita di sberle un’infinità di volte ancora non capisce che con me non attacca. Ovviamente sono io che mando avanti tutta la baracca: vado a caccia, difendo il territorio, sono una vera guerriera e non ho paura neanche del pastore tedesco del vicino. Che ci provasse ad avvicinarsi quello sbruffone.
Da quando ci siamo trasferiti a vivere in montagna la nostra vita è cambiata. In meglio ovviamente. Prima eravamo reclusi in un appartamento di 50 metri quadri e avevamo a disposizione una piccola terrazza dove riuscivamo appena a catturare qualche farfallina, tutt’al più un geco o un pipistrello. Ero sempre stressata, soffrivo di tic nervosi. Qui è un paradiso, siamo finalmente liberi. Liberi di cacciare, di prendere il sole, di correre sui prati, di andare dove vogliamo. I tic sono spariti, quasi tutti almeno (mi mangio ancora le unghie!).
Certo, la libertà, come tutte le cose belle, ha un prezzo. Se sei un gatto ci sono tanti pericoli là fuori, in agguato. Le volpi, qualche mostro meccanico e puzzolente, i cani, gli altri gatti. Pochi giorni fa ho rischiato di perdere un occhio per colpa di Zio Nerino, il prepotente gatto dei vicini. Ma sapete cosa vi dico? La vita stessa è un rischio, e io preferisco di gran lunga l’avventura che invecchiare senza aver vissuto davvero!

Bau! Io sono Virgola

un raro esemplare di pastore Copeco di razza pura (così almeno mi hanno detto). Mi hanno trovata in una grotta insieme ai miei fratellini e alle mie sorelline, della mia mamma non c’era traccia. Io non ricordo quasi niente di quei giorni ma sono molto riconoscente con gli umani che mi hanno portato via da lì.
Ho soltanto 6 mesi, e forse è per questo che sono un po’ fifona. Tutti però dicono che sono molto intelligente, so rovesciare o spostare ogni tipo di scatola (lo sapevate che sotto le scatole di cartone ci sono quasi sempre dei croccantini?) e imparo in fretta le parole che mi vengono insegnate. Seduta, terra, pallina. Adoro la pallina! Vado a scuola una volta alla settimana e la maestra mi fa sempre tanti complimenti e mi riempie di bocconcini premio.
Sono giocherellona, affettuosa e… va bene, lo ammetto, sono un anche una gran gelosona! ..quindi evitate di abbracciare il mio padroncino se ci sono io nei paraggi.
Anche se sono l’ultima arrivata, pretendo di tenere sempre tutto sotto controllo e per questo mi hanno soprannominato lo Sceriffo: cos’è questo rumore? Chi è che sta arrivando? Fermo lì, non ti muovere, tira fuori i documenti! Gatti, giù dal divano! (se io non posso salirci, perché loro si?).
I miei compagni umani mi dicono che sono «diversamente profumata»… non so di preciso cosa voglia dire, ma immagino si tratti di un complimento perché intanto mi abbracciano e mi riempiono di coccole. Dicono anche che diventerò enorme, ma che a loro sta bene così. Mi vogliono proprio bene. Anche io ne voglio a loro. Ogni mattina, quando si svegliano e finalmente si alzano dal letto, li accolgo scodinzolante al ritmo di una lunga danza fatta di ancheggiamenti, mugolii, salti, grufolamenti e tanti, tanti morsi. Morsi buoni, che servono per dimostrare il mio affetto. I miei padroncini chiamano questo rituale mattutino «il saluto al Sole». Ah, si sta proprio bene nelle mia nuova casa!